in ricette senza glutine
Celiachia …al ristorante
Chiunque sia coinvolto – direttamente o meno – nel discorso celiachia sa quanto sia difficile
- Adattarsi ai piatti pronti disponibili sul mercato
- Cucinare a casa usando rigorosamente ingredienti gluten free
- Trovare finalmente un locale che garantisca un livello di qualità tale da potersi sedere a tavola senza il timore del dopo pranzo...
Per questi motivi ho deciso di testare i locali che si fregiano del placet AIC , con il preciso intento di non fermarmi alla valutazione del Menu, ma con la volontà di farmi aprire i laboratori di cucina e parlare direttamente con i colleghi Chef in modo da poter dare indicazioni precise a coloro che si trovano nella necessità di usufruire di questo tipo di ristorazione.
L’obbiettivo è chiaro: è possibile coniugare piacere del cibo e rispetto delle prescrizioni?
La prima tappa di un viaggio che spero si riveli lungo ed utile a tutti si è svolta lo scorso venerdì presso la pizzeria “Pentegallo” di Beinasco , alle porte di Torino.

Non si tratta di un locale che ha semplicemente dedicato un angolo riservato ai piatti g / f ( e plaudo al coraggio del titolare ) , ma che prepara esclusivamente pizze – e dessert – improntati al rigoroso rispetto delle regole no gluten.
Il locale è piccolo, la prenotazione di rigore ed il menu è quello tipico delle pizzerie di tutta Italia: una buona varietà di focacce, pizze tradizionali e di fantasia …
Ho provato una classica “Capricciosa” ed una “Bufala e Pachino “ che fa tanto tendenza.
All’aspetto le pizze rispecchiano le caratteristiche – tipo : cornicione non eccessivo, dorato e croccante, guarnizione abbondante e profumo di forno a legna sono di buon auspicio. La pasta rivela la sua origine ( farina Fibrepan ) solo se degustata con attenzione, segno di una ricerca approfondita della giusta percentuale di lievito sulla massa e delle tecniche di lievitazione...
In definitiva anche il sapore complessivo non si discosta da una pizza classica, merito anche di una buona cottura, ed il centro non acquoso ne è la riprova.
Assaggio anche una classica farinata senza infamia né lode, mentre rimango sorpreso dal dessert: una torta con crema al cacao e vino rosso che, pur rivelando l’uso di farina dedicata risulta piuttosto piacevole al palato.

Solo dopo aver cenato chiedo dello Chef ed il giovane Dante mi accompagna in cucina e spiega che la sua scelta è dovuta al fatto che, dopo aver lavorato in strutture ricettive - le “colonie” – nelle quali da tempo si ospitano anche ragazzini celiaci, con tutte le problematiche che conosciamo, ha deciso di intraprendere questa strada.
Idee chiare, cucina pulita, forno a legna alla giusta temperatura: un indirizzo da segnare per gli amici del torinese.
Attendo nuovi indirizzi da provare: ogni vostro intervento è gradito.













