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Sorbetto di pomodoro su crema di mozzarella di bufala
Piccola tempura di gamberi, salmone e zucchine
Tagliolini Otello
Filetto di rombo all’Arneis su croccante di riso Basmati e pesto leggero
Bavarese alla vaniglia e Crumble di frutti rossi
Un Menu particolare, che potrebbe disorientare il palato per gli inconsueti accostamenti di consistenza e temperatura degli ingredienti, che è stato valutato a fine serata dagli ospiti della “Cena al buio” invitati ad esprimere le sensazioni provate durante la degustazione.
Dai risultati emerge che la sensazione di “ morbidezza” è la prima ad essere individuata dal palato, seguita dalla sua variante “ cremosità”.
Anche le caratteristiche di croccantezza e compattezza delle fibre vengono indicate da molti partecipanti. Segno che la definizione delle caratteristiche fisiche degli alimenti non viene influenzata dall’ambiente buio.
Diverso è il discorso per quanto riguarda i sapori: se dolce / salato sono riconosciuti immediatamente, risulta più difficile ricondursi ai diversi ingredienti facenti parte del singolo piatto pur essendo di uso comune. Così tutti riconoscono la presenza di “formaggio” nel primo antipasto, nessuno però indica mozzarella; mentre alla tempura vengono abbinati di volta in volta …funghi, fiori di zucca e pesce non meglio identificato.
Più difficile riconoscere gli ingredienti del primo piatto: tagliolini freschi al cacao saltati in Julienne di prosciutto crudo, coulis di pomodoro e pochissima panna;si va dall’indicazione di “ragù” a quella di “sugo di carne o di arrosto “ , la panna risulta di facile individuazione così come il pomodoro mentre prosciutto crudo e cacao non vengono riconosciuti da nessuno.
I “sapori mediterranei “ del secondo piatto aiutano ad individuare l’ingrediente principale : il pesce – anche se il Rombo, per le caratteristiche di compattezza della sua carne pensavo risultasse facilmente riconoscibile – ed ecco che quasi tutti individuano il pesto ( o meglio il basilico), così come la base di riso.
Il dessert, che sfrutta l’abbinamento caldo/freddo e cremoso/croccante non risulta troppo difficile da inquadrare, mentre il vino viene da tutti definito “ Bianco” , solo pochi individuano l’Arneis.
In definitiva , dopo un primo momento di difficoltà, le sensazioni gustative si sono via via amplificate, con il risultato di essere più precise alla fine dell’esperienza.
Occorre sottolineare come tutti i commensali sottolineino la vera e propria fatica affrontata durante l’esperienza, avallata dalle espressioni rivelate alla luce delle candele che hanno portato alla luce, poco a poco, la sala da pranzo allestita in modo magistrale dagli addetti dell’Unione Italiana Ciechi.
I più rilassati, alla fine, sono risultati essere i non vedenti addetti alla distribuzione dei piatti che è stata effettuata al carrello preparato in “zona grigia” dagli allievi IPSSAR.
Gli stessi che sono stati accompagnati in piccoli gruppi in sala durante la degustazione e che hanno avuto l’occasione di toccare con mano lo “ spessore del buio”.













Amusement : basta seriose serie di servizi seriali e sensate liste dedicate ai sensi...