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Mentre tutti parlano di ristoranti stellati e di Grandi Chef - a proposito, qualcuno ha visto l’esibizione tra i fornelli di Tognazzi? – ecco un indirizzo che vale la pena segnare in rubrica. A dire il vero, sono capitato da “ Grotta Gino” a Moncalieri ( To) quasi per caso, spinto più dalla curiosità che dalla voglia di provarne la cucina: infatti è un locale storico, nel quale pare di effettuare un salto nel tempo e che ha un impatto assolutamente destabilizzante agli occhi del Cliente. Al posto della classica entrata più o meno elegante, ci si imbatte in una vera e propria grotta, con tanto di imbarcazione a disposizione per le visite…. Mentre la sala ristorante è su livelli più alti rispetto al percorso formato da cunicoli che si snodano all’interno della collina calcarea che ospita l’Azienda.
Detto questo, ho assaggiato una classica carne all’Albese con salsa alle acciughe e nocciole dal gusto equilibrato , un risotto con Toma di Valchiusella cotto al momento – guai a chi si ostina a proporre riso Pilaff!! - seguito da un assaggio di selvaggina ( camoscio ) di buona consistenza .
Non ho provato il dolce ma ho goduto del sapore della Gorgonzola di capra…mentre il capitolo vino non ha riservato grandi sorprese:un Nebbiolo di Gallino ha fatto il suo dovere senza acuti.
Il tutto per 35 € circa, il che non mi par male.
Il tempo incombe, e attendo il prossimo appuntamento – del quale scriverò al più presto – con una.. CENA CON DELITTO!!!
A proposito di delitti: qualcuno mi può spiegare come un V.I.P. può uccidere la professionalità di un cuoco? (vedi Tognazzi & c.)














